L’idea di Giki nasce il 3 marzo 1963 da Liliana e Giancarlo Crocetti che, dopo un’esperienza ventennale nel settore delle calzature, decidono di creare un negozio dove la cura dei particolari, la qualità, la cortesia lo trasformassero in un salotto dove amici e intenditori potessero incontrarsi e confrontarsi.

Oggi, dopo tanti anni, la tradizione continua per opera del figlio Maurizio che, con l’attenzione di sempre, ricerca e seleziona le offerte degli artigiani di tutto il mondo, sia per quanto riguarda le scarpe sia per gli accessori, offrendo grande professionalità e simpatia, tanto da essere considerato su Roma un punto di ritrovo per appassionati del settore.

Da Giki potete trovare un vasto assortimento e l’esclusività dei maestri artigiani di tutto il mondo quali: Alden, John Lobb, Edward Green, Joseph Cheaney, Crockett and Jones, Church’s, Tricker’s, R. M. Williams, Berwick.. oltre ad un’accurata selezione dei maestri artigiani italiani.

The idea of Giki was born on 3rd March 1963 by Liliana and Giancarlo Crocetti who, after twenty years’ experience in the footwear sector, decided to create a shop where attention to detail, quality and courtesy would transform it into a salon where friends and connoisseurs could meet and exchange ideas.

Today, after so many years, the tradition continues by the son Maurizio who, with the attention of always, research and select the offers of artisans from around the world, both for shoes and accessories, offering great professionalism and sympathy, so as to be considered on a meeting point for fans of the industry.

Master craftsmen from around the world such as: Alden, John Lobb, Edward Green, Joseph Cheaney, Crockett and Jones, Church’s, Tricker’s, R. M. Williams, Berwick.. as well as a careful selection of Italian master craftsmen.

La scarpa è stata a lungo ignorata. Al punto tale che bisogna aspettare il XIX secolo per vedere un fabbricante di Filadelfia vendere delle paia di scarpe dove i due piedi sono distinti l’uno dall’altro. Ancora oggi, la maggior parte delle persone considera la scarpa come uno strumento di protezione del piede. Per proteggere un organo vitale qual è, la scarpa deve essere realizzata con materiali nobili, avere una forma che si adatta alla sua morfologia, essere come uno scrigno per accogliere i più preziosi gioielli. Il ruolo della scarpa non è solamente funzionale.

Il messaggio che bisogna trasmettere è importante quanto la sua funzione utilitaria. Allo stesso modo con cui un amatore di vini avrà  il piacere di scoprire i segreti di un vino, l’amatore delle scarpe, in funzione del modello acquistato, sarà  trascinato in un mondo di eleganza o di eccentricità  o di classicismo. Il vero appassionato sa che la scarpa identifica chi la porta, esprimendo le sue aspirazioni più profonde; è, in breve, il pezzo centrale del suo guardaroba.

“È per questo motivo che noi pensiamo che nessun oggetto abbia più significato di una scarpa.”

The shoe was ignored for a long time. So much so that it was not until the 19th century that a manufacturer in Philadelphia sold pairs of shoes in which the two feet were distinct from each other. Even today, most people consider the shoe to be a tool for protecting the foot. To protect such a vital organ, the shoe must be made of noble materials, have a shape that suits its morphology, be like a casket to hold the most precious jewels. The role of the shoe is not only functional.

The message that needs to be conveyed is as important as its utilitarian function. In the same way a wine lover will have the pleasure of discovering the secrets of a wine, the shoe lover, according to the model purchased, will be dragged into a world of elegance or eccentricity; or of classicism. The true enthusiast knows that the shoe identifies the wearer, expressing his or her deepest aspirations; it is, in short, the central piece of his or her wardrobe

“It is for this reason that we think that no object has more meaning than a shoe.”

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